W’bal e la ricostituzione del W’

Con una riserva da 16 kJ e una soglia di 320 W, tieni 380 W per poco più di quattro minuti prima di doverti fermare. Svuotare quella riserva è questione di minuti; rimetterla in cassa è più lento, e non torna mai del tutto. Il W’bal segue quel saldo secondo per secondo, mentre lo bruci sopra la soglia e lo ricarichi sotto.

Il W’ (si legge “W prime”) è l’energia che puoi spendere sopra la tua Critical Power (CP, la potenza che reggi in equilibrio metabolico) prima di fermarti. Il W’bal (W’ balance, saldo del W’) è quella riserva vista come un conto che si svuota e si riempie istante per istante. In pratica ti dice quanto ti resta in cassa in ogni momento di una gara o di un set di intervalli, e perché a un certo punto non hai più potuto rispondere.

Sopra la soglia spendi in modo prevedibile

Quando superi la CP, la riserva cala in modo lineare: ogni secondo bruci una quota pari ai watt che stai tenendo oltre la soglia (1, 2). Da qui una previsione utile: il tempo che reggi uno sforzo costante sopra soglia è il W’ diviso quei watt in eccesso. Stessa riserva, velocità di svuotamento diverse. Con una CP di 320 W e un W’ di 16 kJ:

PotenzaEccesso sulla CPLa riserva dura
350 W+30 W~8’53”
380 W+60 W~4’27”
420 W+100 W~2’40”

È il tetto teorico a serbatoio pieno. La fatica reale arriva prima, perché glicogeno, caldo e testa anticipano il cedimento. Per disegnare un set però resta la bussola giusta: ti dice quante ripetute reggi prima di arrivare a vuoto sull’ultima.

Sotto la soglia ricarichi piano, e in modo asimmetrico

Scendi sotto la CP e la riserva torna a salire, con una dinamica diversa dallo svuotamento. La ricarica è più lenta e la governa soprattutto la risintesi della fosfocreatina (PCr), il combustibile rapido che hai consumato nello sforzo (3, 4). L’asimmetria è concreta: puoi bruciare gran parte del W’ in un paio di minuti sopra soglia, ma per riportarlo quasi pieno servono parecchi minuti ben sotto la CP. Pesa anche lo spazio fra la tua CP e la potenza al VO₂max: più margine hai, più in fretta ricarichi (5). Spesso sono gli stessi atleti con CP relativa alta e buona durabilità.

C’è un secondo effetto, più lento da notare. Man mano che il lavoro si accumula, la riserva si ricostituisce sempre peggio tra uno sforzo e l’altro (6, 7). Nei primi minuti recuperi quasi tutto tra un attacco e il successivo; dopo due ore lo stesso recupero ti rende molto meno. È uno dei volti della durabilità.

Il modello di Skiba mette insieme spesa e ricarica

Negli sforzi reali la potenza non è costante: alterni tratti sopra CP a recuperi sotto. Skiba e colleghi (3) hanno proposto di tenere il conto del W’ in continuo, secondo per secondo: l’equazione toglie quello che spendi sopra soglia e rimette quello che recuperi sotto, tanto più in fretta quanto più tieni bassa la potenza nel recupero. I software (WKO5, Golden Cheetah) ne usano una versione semplificata in forma differenziale, messa alla prova su dati di gara reali (14); è la curva del saldo residuo, il W’bal, che ricostruiscono dai tuoi file.

Quanto fidarsi del numero

Come fotografia a posteriori il modello regge: segnala i punti in cui il saldo è precipitato vicino allo zero e hai dovuto mollare. Come cruscotto in tempo reale per scegliere la tattica, l’evidenza è debole. Negli atleti élite l’algoritmo sottostima la velocità con cui recuperano la riserva negli sforzi intermittenti, e dipinge una situazione peggiore del vero (7). Il calcolo eredita poi gli errori dei suoi ingredienti: una CP imprecisa si propaga su tutto il saldo, e bastano pochi punti percentuali per spostare ogni stima a valle (8). Usa il W’bal per il debriefing, non per decidere quando attaccare mentre corri. E rende al meglio negli sforzi a strappi, dove la riserva si svuota e si ricarica a ripetizione: inseguimento su pista, crono brevi, mountain bike cross-country (9). Nel lungo, dove resta quasi sempre piena, contano di più durabilità e substrati.

Disegna il recupero come disegni lo sforzo

L’asimmetria della ricarica ha una ricaduta diretta sul disegno di un set: il recupero pesa quanto la ripetuta. Cosa scegliere dipende da cosa vuoi dal lavoro.

  • Recuperi corti, sotto i 2-3 minuti: fermati del tutto. Il recupero passivo manda al massimo la risintesi di PCr, quindi la ricarica (10, 11). Serve negli sprint ripetuti e negli intervalli brevi, dove il vincolo è tenere i watt.
  • Intervalli lunghi, 4-8 minuti, in cui vuoi accumulare tempo a ossigeno alto: recupero attivo leggero, sotto il 45% della potenza al VO₂max per 3-4 minuti. Ricarichi una parte della riserva senza far crollare il consumo di ossigeno (12, 13).

L’errore sta nel mezzo. Il recupero comodo al 60-65%, il giretto fra una ripetuta e l’altra, rallenta la ricarica senza darti il vantaggio sull’ossigeno (8). Recuperi troppo intensi non ricaricano mai, e l’ultima ripetuta arriva sotto target.

Cosa significa nei tuoi dati

Il W’bal dà il meglio proprio negli sforzi a strappi come la mountain bike cross-country, dove ogni giro alterna decine di micro-sforzi sopra soglia (9). Lo strumento che lo legge è lo XCO Race Analyzer di AnalyzeMe: carichi il file di gara, serve la potenza, e sotto i cento minuti lo riconosce come XCO.

Il grafico del W’bal ricostruisce il saldo secondo per secondo con la forma differenziale di Skiba: si scarica quando spingi sopra la CP, si ricarica quando torni sotto, tanto più in fretta quanto più scendi, e rallenta avvicinandosi al pieno. È il modo in cui l’app traduce in un numero la ricostituzione fisiologica, la PCr che si rifà. Se il saldo scende sotto zero, leggilo come un segnale, non come un errore: hai prodotto più lavoro sopra soglia di quanto la tua CP e il tuo W’ di test prevedano, e conviene ritestarli. Accanto, la distribuzione per domini di potenza dice quanta gara hai passato sopra la CP, nei domini Severo ed Estremo, contro una media che di solito resta nel Pesante.

Il costo, giro per giro

Il grafico ti dà la forma del saldo; il Confronto Segmenti te ne dà i numeri, una riga per giro. Tre metriche, lette insieme, dicono quanto e quanto in profondità hai speso (W’bal min è già in tabella; kJ >CP e kJ >MMP5 le aggiungi dal selettore metriche, poi restano).

  • W’bal min. Il punto più basso toccato dalla riserva nel giro, espresso in percentuale del tuo W’ (100% pieno, 0% a secco). Se precipita già nei primi giri, sei partito troppo forte.
  • kJ >CP. Il lavoro speso sopra la soglia in quel giro, l’energia che intacca il W’. Misura quanto sei andato in rosso.
  • kJ >MMP5. Di quel lavoro, la fetta spesa sopra la potenza che reggi circa cinque minuti, più alta della CP. Isola gli affondi violenti: dice quanto in profondità sei andato, non solo quanto. La scala prosegue con kJ >MMP3 e kJ >MMP1, soglie via via più alte per i picchi estremi.

Letti in fila distinguono il giro passato a rosicchiare il W’ poco sopra soglia dal giro deciso da due o tre accelerazioni brutali: stesso kJ >CP, ma kJ >MMP5 molto diversi.

L’analisi degli scatti chiude il quadro con la magnitudo media, intorno a 1,2-1,3 volte la CP nel calcolo da gara, e un indice di calo: quando lavoro e picchi della seconda metà scendono sotto quelli della prima, la ricarica non tiene più il passo, ed è la stessa ricostituzione che si stanca giro dopo giro. Tutto il saldo si appoggia sulla tua CP e sul tuo W’ di test: tarali bene prima di leggerlo.

In sintesi

Sopra la soglia la riserva si svuota in modo prevedibile, sotto la soglia si ricarica piano e mai del tutto. Disegna i recuperi con la cura dello sforzo: sotto i 2-3 minuti fermati del tutto, sugli intervalli lunghi pedala sotto il 45% della potenza al VO₂max, togli di mezzo il giretto comodo a metà strada. Leggi il W’bal a freddo, per capire dove sei esploso, e solo dopo aver verificato che la CP sia la tua e recente. In tempo reale non è una guida affidabile.

Riferimenti

  1. Jones et al. 2010 — Critical power: implications for determination of VO₂max and exercise tolerance (Med Sci Sports Exerc)
  2. De Souza et al. 2016 — Rate of utilization of W’ does not affect fatigue during severe-intensity exercise (Exp Physiol)
  3. Skiba et al. 2012 — Modeling the expenditure and reconstitution of work capacity above critical power (Med Sci Sports Exerc)
  4. Vanhatalo et al. 2011 — Muscle fiber recruitment and the slow component of O₂ uptake (Am J Physiol Regul Integr Comp Physiol)
  5. Chorley et al. 2020 — Determinants of critical power, W’ and the reconstitution of W’ in cyclists (Eur J Appl Physiol)
  6. Caen et al. 2019 — The reconstitution of W’ depends on both work and recovery characteristics (Med Sci Sports Exerc)
  7. Bartram et al. 2017 — Accuracy of W’ recovery kinetics in high-performance cyclists (Int J Sports Physiol Perform)
  8. Rønnestad, Ahumada, Tur 2024 — Interval Training for Cycling (libro)
  9. Næss et al. 2021 — Exercise intensity and pacing pattern during a cross-country Olympic MTB race (Front Physiol)
  10. Spencer et al. 2006 — Metabolism and performance in repeated cycle sprints: active vs passive recovery (Med Sci Sports Exerc)
  11. Buchheit et al. 2009 — Muscle deoxygenation during repeated sprints: active vs passive recovery (Int J Sports Med)
  12. Belcastro & Bonen 1975 — Lactic acid removal rates during controlled and uncontrolled recovery exercise (J Appl Physiol)
  13. Midgley & McNaughton 2006 — Time at or near VO₂max during continuous and intermittent running: a review (J Sports Med Phys Fitness)
  14. Skiba et al. 2014 — Validation of a novel intermittent W’ model for cycling using field data (Int J Sports Physiol Perform)